SIA LODATO LUKA MODRIC

Domani, contro la Real Sociedad, Luka Modric giocherà la sua ultima partita in camiseta blanca al Santiago Bernabeu. Per non farla troppo lunga, il croato è semplicemente il calciatore del Real Madrid con più titoli conquistati. Nelle 13 stagioni trascorse a Madrid, il centrocampista ha messo nella propria personale bacheca ben 28 trofei così ripartiti: 4 Liga, 2 Coppa del Re, 5 Supercoppa di Spagna, 6 Champions League, 5 Supercoppa d’Europa, 5 Club World Cup e 1 Coppa Intercontinentale. Alla lista va aggiunto, a livello personale, il Pallone d’Oro ottenuto nel 2018. Solo nella stagione 2020-21, Modric e il Real sono rimasti a secco di titoli.

Queste le cifre, che dicono tanto ma non tutto

Quando Luka arrivò nella capitale proveniente dal Tottenham, nell’estate del 2012, aveva già 27 anni e venne considerato un acquisto a rischio se non addirittura un flop annunciato: 42 milioni di euro e la sponsorizzazione di Mourinho per un acquisto che venne definito “il peggiore della Liga in quella stagione” al termine di un sondaggio indetto da alcuni organi di stampa specializzata.

Mai errore fu più vistoso. 

Dopo una stagione di assestamento (le terza e ultima di Mou al Real), dal 2013-14 Modric iniziò ad illuminare la scena quando il nuovo tecnico Carlo Ancelotti collocò la chiesa al centro del villaggio e consegnò a lui il pulpito dell’omelia. Nella magica serata di Lisbona, quando il club conquistò la Décima, fu Modric a pennellare al centro dell’area dei colchoneros il calcio d’angolo dell’ultima preghiera, poi collocato alle spalle di Courtois da Sergio Ramos. Il resto è storia.

In quel Real a trazione anteriore, Modric era l’unico vero centrocampista affiancato da compagni di reparto (Isco e Di María) che propendevano per offendere e alle spalle del tridente composto da Benzema, CR7 e Bale. L’anno seguente, il posto di Luka venne preso dal neo-acquisto Toni Kroos ma fu nella stagione 2015-16 (iniziata sotto i peggiori auspici con la guida di Benitez e terminata in gloria con l’arrivo in panchina di Zidane) che finalmente le tre tessere del puzzle blanco in mezzo al campo collimarono alla perfezione: Kroos, Modric e il brasiliano Casemiro (di ritorno da un anno di maturazione trascorso nelle file del Porto).

C’è chi sostiene che non ci sia mai stato al mondo un centrocampo del genere. Tralasciando i paragoni, spesso insostenibili, è lecito affermare che la Maginot madridista di quel periodo ha contribuito a regalare al club un triennio di gloria e trionfi capace di rinverdire la Golden Age vissuta a metà degli Anni Cinquanta con Di Stefano, Puskas e Gento. 

Chiuso il primo ciclo di Zidane (poi richiamato prontamente all’ovile dopo il mezzo disastro di Lopetegui e Solari e ancora in grado di tappare la falla conquistando un’altra Liga nel primo anno del Covid) e affrontato il semi-ricambio generazionale post-CR7, Modric è stato ancora protagonista di primo piano nella incredibile Champions League della stagione 21-22, al termine della quale la triade ha perso il suo primo pezzo (Casemiro, trasferitosi al Manchester United) e il croato, anche per questioni anagrafiche, si è visto sempre più spesso alternato ai vari Tchouameni, Camavinga, Valverde o a fare la staffetta con il compagno di merende Toni Kroos.

Un anno fa, dopo la sesta Champions League, si pensava che la sua lunga e gloriosa liaison con il club di Madrid fosse giunta al termine ma il prematuro e inatteso ritiro di Kroos convinsero Perez e dirigenza a rinnovargli il contratto. Nelle intenzioni, la stagione che si chiuderà a luglio con il Mondiale per Club doveva riservare a Modric un ruolo marginale. Invece, i numerosi infortuni e la mancanza di un vero e proprio play in squadra hanno costretto Ancelotti a schierarlo per un totale di quasi 2800 minuti complessivi, terzo tra i centrocampisti dietro a Valverde e Bellingham. Troppi, per un quasi quarantenne.

Dunque, domani il saluto alla tifoseria del Bernabeu (preceduto da una toccante lettera di commiato) e poi, dopo la kermesse mondiale, l’addio definitivo al Real Madrid.

E adesso? Cosà farà Luka Modric da grande?

Sul futuro calcistico del croato ancora non si sa nulla. Potrebbe andare nei Paesi Arabi o nella Major League statunitense o addirittura in una squadra europea anche di buona caratura. Sulla scelta del club di non rinnovargli il contratto per un’altra stagione c’è divergenza di opinione tra i tifosi e gli addetti ai lavori. Chi pensa, come il sottoscritto, che la sua presenza avrebbe aiutato l’inserimento del neo-allenatore Xabi Alonso a livello di presenza carismatica all’interno dello spogliatoio nella stagione in cui inizia un nuovo ciclo, lo fa pensando che Modric avrebbe accettato di buon grado un minutaggio ancora più ridotto. Se invece, nella sua testa, c’è ancora la volontà e l’esigenza di misurarsi con il campo nonché la “pretesa” di giocare con una certa continuità, allora è giusto così. Sempre però che il club lo sostituisca con un atleta più giovane ma di simili caratteristiche. E di questo, al momento, non abbiamo alcuna certezza.

Grazie di tutto, Luka!

Commenti

Post popolari in questo blog

ANGELO STILLER E GLI ALTRI

DI YAMAL, MBAPPÉ E ALTRI FENOMENI

REAL MADRID-MAIORCA 2-1: ORGOGLIO E PREGIUDIZIO