LA FÁBRICA DEI SOGNI (E DEI SOLDI)
Un interessante articolo, pubblicato lo scorso 17 aprile sul sito socialmediasoccer.com a firma Stefano Gentili, analizzava la situazione del settore giovanile del Real Madrid che, come ben sappiamo, ha il suo quartier generale e operativo nella struttura collocata a Valdebebas.
Più che mai attuale, soprattutto al termine di una stagione in cui gli acerrimi rivali del Barcellona hanno messo a segno il triplete nazionale (Supercoppa, Coppa e Liga) riservando a diversi prodotti del vivaio ruoli importanti nell’undici titolare, il discorso relativo alla Fábrica e all’opportunità o meno di agevolare l’utilizzo dei giovani in prima squadra è un tema che divide la tifoseria madridista. C’è chi sostiene che i nostri canterani non siano inferiori ai loro pari età azulgrana e vadano quindi incoraggiati e fatti crescere; c’è invece chi ritiene che, in particolare con allenatori come Ancelotti (ottimo gestore dello spogliatoio ma più propenso a cercare soluzioni in atleti con maggiore esperienza), la filosofia del club sia quasi sempre stata quella di assemblare i vari roster anno per anno affidandosi a giocatori già formati e solo di tanto in tanto, in presenza di fenomeni quali possono essere stati a tempo debito i vari Butragueño, Michel, Sanchis, Guti, Raul, promuoverli tra i grandi.
Nel suo pezzo, tuttavia, Gentili fa notare come la Fábrica di Valdebebas abbia sfornato e continui a farlo un numero importante di giocatori che, pur non essendo poi dirottati immediatamente dal Castilla al Real Madrid, hanno garantito al club entrate importanti. “La crisi economica post-pandemia del 2020 è un esempio lampante: in un mercato fermo, il Real ha raccolto 93 milioni di euro cedendo giovani come Achraf Hakimi (40 milioni all’Inter), Sergio Reguilón (30 milioni al Tottenham) e Óscar Rodríguez (13.5 milioni al Siviglia). Una boccata d’ossigeno che ha permesso al club di navigare le acque agitate senza sacrificare i suoi big.” Riportando le parole di Vicente Del Bosque, l’autore dell’articolo fa notare che: “L’obiettivo è creare calciatori professionisti, non necessariamente per il Real Madrid” e non può certo essere un caso che, al momento attuale, siano ben 67 i calciatori cresciuti a Valdebebas e militanti in 58 campionati di tutto il mondo.
Tra questi, anche alcuni gioiellini che il nuovo allenatore Xabi Alonso sarebbe felice di ritrovarsi in rosa per la prossima stagione (se non già per il Mondiale per Club). Stiamo parlando naturalmente di Nico Paz, che ha fatto faville nel Como di Cesc Fabregas, e anche di Miguel Gutierrez, terzino sinistro del Girona che però sembra destinato a trasferirsi al Napoli. In quest’ultimo caso, il club madridista percepirebbe comunque il 50% sulla cifra totale dell’operazione.
Poi, restando a Madrid, ci sono altri “puledri” che scalpitano per ritagliarsi un posto più o meno stabile in prima squadra. C’è chi è pronto a scommettere sull’attaccante Gonzalo Garcia (autore del gol-qualificazione in Copa del Rey contro il Leganes) o sul giovanissimo difensore centrale Joan Martinez, classe 2007 e 192 centimetri di speranza per il futuro del club presieduto da Florentino Perez.
Infine, come facevo notare qualche giorno fa, va sottolineato che l’età media dei nostri 15 giocatori più impiegati nella stagione in corso è superiore di solo un anno e quattro mesi rispetto a quella del Barcellona. Perché, sia pur non provenendo direttamente dal vivaio, i vari Bellingham, Camavinga, Rodrygo, Tchouameni e Vinicius sono tutti sotto i 25 anni; per non parlare di Endrick (18), Arda Güler (19) e della sorpresa Raul Asencio (21).
Insomma, la nostra Fábrica produce sogni e soldi in egual misura e anche per il prossimo futuro la filosofia del club non sembra voler cambiare. Gli ingaggi ormai sicuri di Huijsen e Alexander-Arnold e quelli assai probabili di Alvaro Carreras e Alejandro Grimaldo indicano la direzione: qualità tecnica e affidabilità con un occhio di riguardo alla carta d’identità.
Commenti
Posta un commento